mercoledì 4 giugno 2008

Artrite reumatoide: il Sativex un farmaco derivato dalla cannabis riduce il dolore e sopprime la malattia

Il primo studio che ha utilizzato un farmaco derivato dalla Cannabis nel trattamento dell’artrite reumatoide ha trovato che Sativex esercita un significativo effetto sulla riduzione del dolore e sulla soppressione della malattia. Sebbene le differenze siano piccole e variabili nel gruppo di 56 pazienti studiati, i risultati sono statisticamente significativi. Esiste un’evidenza anedottica che la Cannabis possa risultare utile nel trattamento del dolore associato all’artrite reumatoide. In un’inchiesta, il 16% ( 155/947 ) delle persone che ha acquistato Cannabis al mercato nero ( poiché la vendita della sostanza è proibita ) ha dichiarato di aver ottenuto sollievo dai sintomi dell’artrite reumatoide. Lo studio coordinato da David Blake del Royal National Hospital for Rheumatic Diseases ( RNHRD ) è il primo studio randomizzato, controllato con placebo, ad aver valutato un farmaco derivato dalla Cannabis nell’artrite reumatoide. Un totale di 58 pazienti sono stati assegnati in modo casuale a ricevere Sativex ( n = 31 ) oppure placebo ( n = 27 ). Sativex è un estratto totale della pianta di Cannabis, standardizzato.. Contiene due principi attivi della pianta di Cannabis, quasi in uguale quantità: delta-9-Tetraidrocannabinolo ( THC ) e Cannadibiolo ( CBD ). Il farmaco è assunto mediante spray orale fino ad un massimo di 6 dosi/die.Studi nei topi avevano dimostrato che sia THC che CBD hanno effetti anti-infiammatori e che CBD blocca la progressione dell’artrite reumatoide con miglioramento dei sintomi. Il trattamento con Sativex è durato 3 settimane. E’ stato osservato che i pazienti trattati con Sativex hanno presentato, rispetto ai pazienti del gruppo placebo, significativi miglioramenti nel dolore in movimento e a riposo, nella qualità del sonno, nell’infiammazione ( misurata mediante DAS28 ) e nell’intensità del dolore ( misurata mediante SF-MPQ ). Alla scala DAS28 ( Disease Activity Score ) con punteggio compreso tra 0 e 10, i pazienti che hanno assunto Sativex sono passati in media da 5.9 a 5 ( placebo: da 6 a 5.9 ). Alla scala SF-MPQ con punteggio compreso tra 0 a 100, i pazienti del gruppo Sativex hanno ridotto il punteggio medio da 48 a 33, mentre i pazienti del gruppo placebo non hanno presentato variazioni; il punteggio è rimasto a 50. Gli effetti indesiderati sono risultati generalmente lieve-moderati ( capogiri, sensazione di testa vuota, secchezza delle fauci, nausea ). Tra gli 8 pazienti che hanno manifestato capogiri di lieve intensità, in 4 le reazioni avverse si sono presentate nelle prime 2 settimane quando era in corso l’aumento graduale del dosaggio, mentre in 2 pazienti i capogiri si sono presentati 2 giorni dopo l’assunzione del farmaco. Nessun paziente che ha assunto Sativex ha dovuto interrompere lo studio clinico per la comparsa di effetti indesiderati, contro i 3 del braccio placebo. I risultati del primo studio controllato che ha valutato Sativex nell’artrite reumatoide sono incoraggianti. La componente THC che è ritenuta responsabile dell’azione stupefacente della Cannabis ha un’attività farmacologica e non può essere rimossa dal farmaco. Tuttavia, il metodo di somministrazione mediante spray orale ed il principio di auto-somministrazione, dove ciascun paziente determina in modo graduale la propria dose ottimale fino ad un massimo di 6 dosi giornaliere, rendono minimo il rischio di intossicazione. I dati su più di 1000 pazienti trattati con Sativex negli studi clinici non hanno mostrato alcun caso di abuso. L’obiettivo dei pazienti che assumono Sativex è infatti quello di ritornare a condurre una vita normale.
Fonte: Rheumatology

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